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RAEE

La nostra posizione in relazione all'introduzione della normativa RAEE

Speeka invita i propri clienti a leggere attentamente le seguenti note, onde rispettare la legislazione vigente in materia di smaltimento rifiuti.

L'Italia recepisce le direttive europee in materia di smaltimento di rifiuti elettrici ed elettronici. Con il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 22 luglio scorso, il Governo italiano ha finalmente recepito le direttive del Parlamento europeo in materia di smaltimento di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE). Tutti gli strumenti informatici, come computer, stampanti, scanner, palmari e altro ricadranno sotto la nuova normativa. Il decreto mira a regolarizzare e, in alcuni casi eliminare, l'uso di determinate sostanze nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, e ad armonizzare il recupero e il riciclo di tali rifiuti.

Il decreto in particolare stabilisce misure e procedure finalizzate a:
a) prevenire la produzione di RAEE;
b) promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, in modo da ridurne la quantità da avviare allo smaltimento;
c) migliorare, sotto il profilo ambientale, l'intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature (i produttori, i distributori, i consumatori e gli operatori direttamente coinvolti nel trattamento dei RAEE);
d) ridurre l'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Che cosa si prefigge
Il decreto impone la limitazione e l'eliminazione di alcune sostanze presenti nei RAEE: dopo il 1° luglio 2006 saranno banditi piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati e etere di difenile polibromurato. Entro il 31 dicembre 2008, inoltre, dovrà essere raggiunta la soglia di almeno 4 Kg l'anno pro capite di RAEE ottenuto tramite raccolta differenziata. Inoltre, per i rifiuti informatici e della telefonia, il decreto impone ai produttori per il 31 dicembre 2006, una percentuale di recupero pari almeno al 75% del peso medio per apparecchio e una percentuale di reimpiego e di riciclaggio di componenti, di materiali e di sostanze pari almeno al 65% del peso medio per apparecchio. Il percorso indicato per raggiungere questi obiettivi passa attraverso un maggiore coinvolgimento di tutte le parti che partecipano al ciclo di vita degli apparecchi elettrici ed elettronici (dal produttore alle amministrazioni pubbliche, dai rivenditori ai consumatori). Il decreto non si occupa soltanto dei limiti, ma prevede anche politiche di sostegno e incentivazione alla ricerca di materiali e sostanze ecocompatibili e meno nocivi alla salute, e volte a premiare il riciclo e il riutilizzo dei componenti dei RAEE. Tuttavia, questa rischia di restare soltanto una buona intenzione, dal momento che non viene indicata la copertura finanziaria a tali incentivi, né le modalità e i tempi per aderirvi.

Termini e modalità
I produttori e i rivenditori dovranno adeguarsi velocemente alle disposizioni del decreto: innanzitutto dal 13 agosto è scattato l'obbligo di ritiro dell'usato a fronte dell'acquisto di un nuovo apparecchio dello stesso tipo. Quindi, tutti i prodotti messi sul mercato dopo questa data dovranno riportare in modo chiaro e indelebile (sulla scatola d'imballaggio e nelle istruzioni per l'uso, quando non sia possibile sull'apparecchio per le sue dimensioni) indicazioni sul produttore e il simbolo della raccolta differenziata dei RAEE. Inoltre, sempre dal 13 agosto, produttori e rivenditori devono informare gli acquirenti, con appositi allegati alla confezione o una confacente segnaletica nei negozi, le modalità di raccolta differenziata, gli effetti sull'ambiente dei RAEE e le sanzioni previste per chi trasgredisce.

Che cosa cambia per i consumatori
Il consumatore dovrà abituarsi a un nuovo simbolo raffigurante un bidone a ruote per la spazzatura barrato: indicherà la raccolta separata delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, e sarà stampato in modo visibile, leggibile e indelebile direttamente sugli apparecchi o nelle istruzioni per l'uso e sulle confezioni. Miglioramenti anche dal punto di vista dell'informazione e quindi della consapevolezza

su impatto ambientale ed eventuale nocività di alcuni materiali. Scelte più consapevoli, insomma. In futuro chi vorrà liberarsi di un vecchio elettrodomestico, di un computer obsoleto o di un telefonino, potrà portarlo presso i centri di raccolta istituiti dai Comuni e dai produttori, oppure chiederne il ritiro da parte del rivenditore al momento dell'acquisto di uno nuovo, in caso di acquisto di nuovo materiale.

 

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